Duca di Salaparuta racconta una storia lunga quasi 200 anni, rappresentando un perfetto connubio tra tradizione e modernità. Si, perché Duca di Salaparuta è l’Azienda che ha modernizzato l’enologia siciliana, con la creazione di Duca Enrico, il primo Nero d’Avola in bottiglia, e lo sdoganamento del Nero d’Avola da vino sfuso a vino in bottiglia, in un segmento commerciale che ha nobilitato l’intera filiera produttiva siciliana, offrendo opportunità economiche e di crescita dell’intero comparto vinicolo siciliano. Una crescita che ha origini lontane, nella famiglia Alliata che prima fra tutte ha lasciato la Sicilia per studiare enologia in Francia e ha dato inizio ad un profondo cambiamento nella concezione del vino siciliano, portando eleganza, raffinatezza e stile.
Uno spirito che si ritrova anche oggi nei vini Duca di Salaparuta, nella genesi di un vino storico o nella creazione di un nuovo vino, mettendo al centro il lavoro dell’uomo, che vive ogni giorno a stretto contatto con l’uva, curandone l’evoluzione fino a renderla espressione chiara e piena di un territorio e materializzazione di una visione. Un approccio alla sostenibilità ambientale che si parte dalla scelta dei terreni naturalmente più adatti alla crescita del vitigno scelto, caratterizzati da una buona ventilazione, dalla vicinanza al mare e da un clima mite, in modo da ridurre gli interventi in vigna. Le Tenute Duca di Salaparuta – Suor Marchesa, Vajasindi e Risignolo – sono gestite mediante il sistema di produzione integrata, comprendente pratiche agronomiche e fitosanitarie che limitano la scelta dei prodotti fitosanitari e il numero dei trattamenti e consente esclusivamente il diserbo meccanico. Quindi massimo rispetto per la vigna e per i suoi frutti, che si ritrovano intatti nel calice grazie anche ad una gestione altrettanto sostenibile in Cantina.
Questo approccio si traduce in Suolo, un nuovo progetto dalla forte identità, che prende origine dalla terra fertile e viva, in cui la vite affonda le radici dando inizio a tutto, e che nasce da un meticoloso lavoro di selezione dell’agronomo in campagna e dell’enologo in cantina. La scelta di porzioni specifiche di vigneto all’interno delle Tenute Duca di Salaparuta, riportate in un’etichetta che racconta molto, è l’evoluzione estrema del concetto di zonazione e della profonda intimità con la terra delle nostre vigne. Questa intimità è quella che permette di scegliere i terreni più vocati per creare un nuovo vino e di tutelare la naturalità della pianta.
All’interno della Tenuta di Risignolo agronomo ed enologo di Duca di Salaparuta hanno selezionato personalmente i filari più adatti ad offrire in cantina uno Zibibbo puro nella sua essenza, ricco di suggestioni mediterranee, modernissimo nella sua freschezza che si ritrova nel bicchiere. La scelta di questa porzione di terreno, prevalentemente argillo-calcareo con una percentuale di sabbia, e l’aver prediletto l’esposizione a Sud, dove il sole più caldo matura prima le uve, sono stati basilari per l’enologo nello sviluppare i profumi intensi di questo vino che interpreta in modo nuovo i sapori tipici di questo vitigno aromatico.
Lo stesso è avvenuto nel cuore della Sicilia, nella Tenuta di Suor Marchesa dove, sul Suolo N.3, in soli 4 ettari esposti a Nord, ha trovato casa il Sauvignon Blanc di Duca di Salaparuta. La terra a composizione prevalentemente calcarea di questa porzione di vigneto è all’origine di questo vino ampio, strutturato e comunque croccante e fresco, per il quale l’agronomo e l’enologo, con pazienza, scelgono i grappoli migliori e li vinificano con cura, completandone l’evoluzione in barriques.